| Un bronzo d'autore |
|
|
|
| Written by Vittorio |
| Monday, 11 July 2011 10:24 |
|
Un risultato pazzesco. Così fragoroso che nemmeno noi ci siamo ancora resi conto di quanto possa valere, ma di cui abbiamo avvertito il peso dalle parole di tutti quelli che ci hanno fatto complimenti o chiamato. Siamo contentissimi ovviamente, noi su quel podio al fianco di Bundy e Mischa in un campionato del mondo è qualcosa che va di gran lunga oltre ogni aspettativa. Ci riempie di forza e di gioia, per noi ma anche per i tanti responsabili di questo incredibile successo. Da soli sarebbe stato impossibile. Il lago si presenta il primo giorno nel suo massimo splendore, vento sui 30 nodi, casette carine con tetti spioventi e ambiente molto "mari del nord". Passiamo i primi due giorni ad allenarci con Francesco ed Elia e sistemare le ultime cose evidenziate durante le regate di Vada e Arco su cui non si era ancora lavorato. Proviamo le derive "allungate" a solo 1.95 che si rivelano timide al confronto di alcune esagerate proposte degli avversari che raggiungevano facilmente 2.20-2.30. Usciamo sopratutto molte ore per riprendere velocemente il feeling con la barca e tra di noi, in condizioni fortunatamente molto variabili, da 3 a 25 nodi. Anche se il tempo per preparasi non è stato molto, le sensazioni erano buone e c'era una buona fiducia nella preparazione primaverile. Primo giorno di qualifiche molto vario, da una prima prova con vento forte in cui rincorriamo inutilmente Bundock per tre quarti d'ora finendo a 10 metri da lui alla quarta in cui rimaniamo bloccati a 50 metri dal gate finale in una bolla d'aria e ci facciamo superare da 10 barche dopo essere stati solidamente nei tre per tutta la regata. Finiamo la giornata con 2-14-5-12 trovandoci in dodicesima posizione generale, consapevoli di aver perso tanti punti per strada ma fiduciosi di poter migliorare. Il passo infatti era ,come previsto, buono in tutte le situazioni, da lì in avanti contava solo regatare bene. Il giorno dopo facciamo una sola prova in poco vento, forse la più dura di tutto il campionato. Partiamo bene in boa, stiamo da subito nelle prime cinque posizioni e alla poppa siamo nei tre inseguendo i Sach primi. Perdiamo de Koenig la seconda bolina che bordeggia meglio nell'approccio in boa, in cui il vento saltava di 30 gradi e passava da 3 a 6 nodi improvvisamente, e partiamo per l'ultima poppa comunque terzi con molto margine sugli inseguitori. A 300 metri dall'arrivo ci accorgiamo che un gruppo di 15 barche ci raggiunge continuando a strambare dentro una raffica mentre noi rallentiamo con il vento che cala inesorabilmente davanti. Quando la raffica ci raggiunge evapora e gli inseguitori per inerzia si piazzano intorno a noi, ci troviamo in 20 barche tutte attaccate a pochissimo dall'arrivo dopo essere stati nei tre tutta la regata. Siamo però i più svelti a cogliere una brezzolina di bolina che entra e riusciamo a tagliare il traguardo per primi dopo 1h45 di regata, che stress ma che soddisfazione! La prova dell'altra batteria viene annullata e ci mandano tutti a casa. Il terzo giorno regate sempre molto difficili: vento instabilissimo in direzione e intensità (6-14 nodi). Noi rimaniamo vittime incolpevoli di una scontro in partenza in cui una barca mure a sx ci colpisce a metà scafo, annullando una bella partenza e obbligandoci ad una regata in recupero. Finiamo decimi l'ultima regata delle qualifiche e ci troviamo sesti in generale, contenti ma consapevoli che nulla era ancora deciso visto quanto corta era la classifica (il dodicesimo distante solo 4 punti). ![]() Le previsioni di zero aria per il giovedì vengono confermate il giorno dopo, ci raccontiamo un po' di barzellette in casa Italia al bar del circolo aspettando l'intelligenza su A che viene issata verso le 4 del pomeriggio. La finale quindi si sarebbe giocata nell'ultimo giorno in un massimo di 4 prove, con una previsione di vento di gradiente da sud sui 12-14 nodi. Ci scriviamo i piazzamenti dei primi 15 sullo scafo, portiamo la matitina nel salvagente sapendo di dover tenere sotto controllo la classifica prova dopo prova e ci concentriamo su quello che sarebbero state le regate. Ovviamente non facevamo conti da subito, era chiaro però che vista la difficoltà del campo i regatanti sarebbero esplosi uno alla volta dopo aver colto un brutto piazzamento. L'obiettivo nostro era rimanere "agganciati" alla testa delle flotta, senza mai prendersi un corner estremo per provare a vincere quanto piuttosto cercando di stare intorno alla quinta posizione (Backes docet). A parte la prima regata dove partiamo discretamente tra i primi in boa le altre siamo costretti a sfilare la linea cercando un buco mure a sx nella flotta. Bordeggiamo sempre bene la prima bolina (4-6 virate minimo) e ci troviamo le prime tre regate nei 10 alla boa di bolina, e con grandi recuperi finiamo con i piazzamenti di 4-3-4. Conti alla mano ci ritroviamo a giocarci l'ultima prova il terzo posto con Caroline, Moana, de Koening e Pim, mentre Bundy e Mischa davanti erano irraggiungibili. Sapevamo quali piazzamenti dovevano fare per batterci, alla prima bolina noi giriamo intorno al 10 e loro tutti dietro, adrenalina e lucidità, ci rendiamo conto che manca poco, riusciamo a controllarli tutta la regata terminando terzi in generale. Il rientro a terra è di euforia misto incredulità, le mille telefonate, gli abbracci dei presenti. La premiazione per noi poi è stata importante anche perché quest'anno dovevamo consegnare il trofeo perpetuo Pierre Sicouri al miglior equipaggio giovani, un premio che per noi ha significato molto l'anno scorso e per il quale abbiamo cercato di trasmettere con un breve discorso le stesse emozioni che ci legano alla famiglia. Anzi, è attraverso quelle parole che ci siamo resi conto di come questo nostro successo sia di fatto merito delle moltissime persone che ci hanno accompagnato dal lontano 2004 fino ad oggi. ![]() Siete tutti responsabili, perchè se noi siamo stati bravi a imparare, ognuno ha avuto in qualche modo qualcosa da insegnarci. Vogliamo però ringraziare alcune persone in particolare, che sono stati determinanti in questo successo. Ugo e Mauri sono i primi, perchè è grazie a loro e agli allenamenti primaverili al lago che abbiamo sviluppato un passo davvero "solido", da 4 a 20 nodi d'aria, potendo così concentrarci sul bordeggio. Luca perchè è riuscito ad "allungarci" le derive, dandoci quindi quel qualcosa in più con le ariette e forse di testa fondamentale in certe condizioni del Balaton. Pablo perchè produce le migliori vele al mondo ed è un riferimento tecnico insostituibile. Francesco perchè il suo arrivo nella classe ci ha stimolato tantissimo come velisti. Pino e Federico e Gul Italia perchè anche quest'anno hanno creduto in una collaborazione con noi. La classe F18, perchè quando siamo arrivati tre anni fa vi siete aperti, ci avete invitato agli allenamenti con Gunnar e con Jeremie, tutti mattoni fondamentali per la nostra crescita. A Giulia, Ciccio, Roby e Luca che ci hanno fatto compagnia in bungalow e alle cene rendendo sempre piacevole e rilassata l'atomosfera. Ci sono poi i coach storici, i Ciola, Albi e Vianeo che continuano a insegnare e aiutarci nelle scelte. I circoli che ci supportano, i genitori e gli amici che tifano per noi. Siamo in tanti a dover sentire nostro questo successo. Grazie a tutti.
|








