L’abitudine forzata a disputare le regate nei mari del nord ci aveva completamente fatto dimenticare il piacere di veleggiare nelle estive acque del mediterraneo.
Finalmente una borsa piena di soli t-shirt e costumi, un sole che non ci ha abbandonato per una settimana intera e un calore incredibile che ci ha permesso di ri-assaporare i piaceri dell’Italia del sud, dal cibo alla simpatia dei locali.
Le notti passate nel fedelissimo letto matrimoniale del nostro furgone rendevano il tutto ancora più piacevole e vacanziero. (ringraziamo Ercole per la gentile concessione del bellissimo giardino).
Eravamo attrezzati anche con pentole e fornelletti per cucinare della pasta, memori della terribile trasferta tedesca sotto il punto di vista culinario, in realtà da quando abbiamo messo piede nel caldo meridione le nostre pentole si sono riempite solo di polvere.
Abbiamo mangiato almeno 5 kg di mozzarella e 10 pizze a testa nella settimana di trasferta, oltre a numerosissimi altri piatti succulenti degni della mitica cucina del Cucky.
Nella trasferta scopriamo “en passant” una bellissima azienda vinicola dei nonni di Lo’ Riches, nei pressi di MonteMelino (Perugia), tappa piacevolissima, colazione vista lago Trasimeno…ma quanto è bella l’Italia!
Ringraziamo allora Gianni per aver fortemente voluto un campionato italiano nelle sue terre d’origine, molto apprezzato da tutti i purtroppo pochi partecipanti all’evento. (solo 34).
I primi giorni d’allenamento passano veloci, tra uscite tardive nel pomeriggio complice la termica lenta a salire e noi che metabolizzavamo i ritmi locali,qualche giro/bagno nei vicini golfi con una barca prestata gratuitamente da un pescatore e grandi abbuffate la sera con amici.
Nel frattempo iniziamo a prendere confidenza con il campo di regata, mai facile e scontato, caratterizzato dalla presenza di una grossa punta che ruotava localmente il vento e da differenze di pressione e oscillazioni che rendevano incerta l’interpretazione.
Il morale era comunque molto alto, dal mondiale avevamo sviluppato una velocità ottima in tutte le condizioni tale da renderci pronti e ottimisti qualunque fossero le previsioni meteo. (ovviamente con vento forte ci divertiamo ancora di più).
Il primo giorno il vento è basso, sugli 8-10 nodi, vinciamo tutte tre le prove con distacco e si delineano i nostri avversari diretti, ovvero ancora una volta i talentuosi Raphael Sicouri e Lorenzo Riches.
Interessante rendersi conto come con l’affiatamento e il “manico” si possa essere competitivi anche senza allenamento, un po’ più appannati invece i “soliti” big della classe.

I due giorni a seguire il gioco si fa più duro, con grandi recuperi però riusciamo a chiudere 1-2-1 il secondo e 1-4-1-1 il terzo, battagliando con grande piacere con le nuove promesse della F18.
Inizia a crescere finalmente una consistente presenza di giovani di qualità, Elia Marzucchi e Gianluca de Lorenzi sorpresa di questo campionato , poi la conferma dei romani Luca Ievolella e Enrico Beltrami, quindi i giovanissimi Matteo Ferraglia e Lorenzo Bianchini , grandissimi compagni d’allenamento con vento forte, i “geme” Andrea e Matteo Viganò, la neo-(per fortuna)-arrivata Giulia Bocca e l’intramontabile Guido Pasolini.
Memorabile l’ultima regata del terzo giorno, dove noi “giovani” del garda giriamo tutti davanti, un giro di boa al cardiopalma con il Teo e il Lollo e delle poppe in cui non si vedeva nulla tanta la schiuma che alzava il nostro WildCat.
All’arrivo con vittoria effettuiamo la scuffia di rito per festeggiare il secondo campionato italiano vinto con due prove d’anticipo, in condizioni molto più dure e variabili dell’anno scorso.
La sera ovviamente grandi bevute, cene organizzata dalle “locals” capitanate da Martina e poi giro per i bar più belli di Gaeta per festeggiare.
L’indomani ancora sull’onda dell’entusiasmo, armiamo la randa con una bandierona HobieCat per festeggiare e regatiamo in maniera decisamente diversa, rilassati e divertiti, cogliendo l’ultima prova un meritato OCS che ci permette di rientrare in anticipo e “sbaraccare” con calma.
Da ricordare che via via che si delineava la nostra vittoria, inziavamo a raccogliere un pubblico sempre più entusiasta, l’ultimo giorno a fatica siamo riusciti a scendere in acqua dal numero di persone che volevano farsi fotografare con noi!
Alle premiazioni una curva di tifosi capitanata da Gennaro, detto Genni, incitava in Napoletano strettissimo i nostri nomi, come se fossimo d’un tratto diventati i beniamini locali di questi bambini che si sono tuffati nel giro di una settimana a capofitto in un mondo nuovo, scoprendo la passione, il divertimento, l’agonismo che ci spinge su questi catamarani.
Vinciamo acnhe il trofeo Elio Camerota, in onore del sindaco storico di Scauri, che veniva vinto dall’equipaggio che risultava primo su una classifica stilata sui passaggi alla prima boa di bolina.
Torniamo a casa carichi di coppe, bagnati per il tuffo “dopo-premiazioni”, con la pancia piena, il furgone carico di sabbia e un sacco di bei ricordi che rimarranno dopo questa piacevolissima trasferta nella nostra Italia.
Bravi a tutti, agli organizzatori, ai compagni di viaggio, ai giovani che crescono e ai più vecchi che non mollano mai, a chi ci sostiene e ci segue in questa crescita, e a noi, che aggiungiamo un altro trofeo a questa stagione straordinaria.