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  • Bell'allenamento oggi con diversi WildCat spagnoli. Dobbiamo abituarci all'onda lunga, ma tutto gira bene e le nuove vele vanno benissimo

    Thursday, 01 December 2011 19:49

  • Svelato il segreto... challengeitalia.it, non vediamo l'ora di scendere in acqua!

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Finalmente! PDF Print E-mail
Written by Vittorio   
Monday, 03 May 2010 21:11
Questa volta partiamo da metà, perché è più divertente…
Dopo l’ennesimo richiamo generale, di nuovo procedura di partenza con bandiera nera.
Scegliamo ancora una volta il corner sinistro: partenza favorita in boa, senza pensarci ci portiamo subito là…sotto di noi, primi Besson-Lagarrigue,poi Wilson, quindi noi, Bundock e Backes-Jarleegan : non si scherza.
Sottovento partono un po’ prima, ci troviamo subito strozzati: poggiamo dietro ai due senza pensarci e dopo pochi secondi siamo già liberi a far correre. Anche Bundy viene coperto e sceglie come noi di scappare sulla sinistra.
Dopo una ventina di secondi noi siamo i più bassi di tutti un poco allungati e dietro un po’ sopra il nuovo C2 guidato dal più forte timoniere al mondo, e tutti gli altri a scalare arretrati-sopravento.
La sensazione era la stessa di provare al lago di Como con Ugo e Mauri, il solito inconfondibile rumore degli scafi sull’acqua della barca avversaria che incalza dietro la testa, sempre più insistente … questa volta però dietro di noi erano i più bravi.
Dopo qualche minuto, io concentratissimo sulla velocità della barca e Lambi che continua a girarsi, mi dice ad un certo punto: “Vitto, segnati sul diario questo giorno, perché hai appena allungato su Bundock!”
Ovviamente arrivati in lay-line lui anticipa la virata, noi lo seguiamo ma sul nuovo bordo non c’è  storia: lui che probabilmente va a vincersi la prova, noi che lottiamo per stare nei dieci.
virata
Trasferta storica, di quelle che quando stai caricando le barche per il ritorno ripeti nella mente ”l’anno prossimo dobbiamo tornarci per forza”.
Novità dell’edizione, viene ricostruito l’equipaggio storico F18 Fantasia-Formica, che insieme a Lambi partono da Milano mentre il sottoscritto che rimane confinato a Tolosa fino a giovedì pomeriggio per un esame ed è costretto a raggiungere la Bretagna in aereo.
Come sempre l’evento è palcoscenico di tutte le nuove proposte dei cantieri, quest’anno ospite d’eccezione il nuovo C2 di a.h.p.c., molto simile nell’armo rispetto al vecchio vittorioso Capricorn ma sensibilmente più voluminoso nella zona di prua e dotato del pratico gradino a poppa per il piede del prodiere e di traverse più alte per evitare di impiantarsi sulle onde. 
L’importare europeo è la coppia 2B Bundock-Brower, che hanno corso rispettivamente in F16 e in F18. Ovviamente superfluo aggiungere che il nuovo F18 con Bundy sopra si sia rivelato veloce.
Novità anche per il versante Hobie-Cat con l’aggiunta nel pro-team dell’equipaggio Besson-Lagarrigue, Ashby-Spithill (non presenti) e Gosche-Pegel, oltre ad una flotta sempre più numerosa da tutta Europa.
Da ricordare il nuovo bellissimo stile vintage per i top team (in quanto a stile la Hobie Cat è sempre più avanti), barche-vele tutte bianche con gennaker a ferzi radiali giallo arancio nero!
gul
Nacra Europe vede De Koening quest’anno separato dal celebre team Boskalis correre indipendente con lo sponsor Delta Lloyd, ancor di più perché domenica si trova in acqua da solo a difendere i colori Nacra perché i vari Styles,Larsen hanno anticipato inspiegabilmente la partenza per problemi ignoti alle barche.
Unica nota positiva per loro, viene presentato il Nacra 20 che come previsto vince il raid in tempo assoluto, almeno questo.

Dormiamo in un bungalow, insieme ai Giò e in compagnia dei nostri amici francesi con cui ci siamo allenati a Bandol, ospitati per ricambiare i favori dell’inverno.
Mitica pasta bio, cipolla bollita in acqua, pomodoro, spaghetti al dente e poi tutti a nanna per l’indomani.
Venerdì prima giornata, 110 barche sulla linea, vento debole in crescita fino ai 12-15 nodi sul finire della giornata.
A parte la prima prova, dove abbiamo tolto la polvere invernale, dalla seconda conduciamo regate belle, tirate, aggressive, circondati da big dalla partenza all’arrivo, che non regalano nulla e che sono sempre in attacco.
Chiudiamo con 49-17-9-7 e con il primo scarto ci troviamo dodicesimi in generale, leggendo sopra e sotto a noi nomi che di solito si trovavano nella pagina a sinistra!
A completare il bellissimo esordio, l’ufficiale ammissione di Lambi per la specialistica in Bocconi, che lo vincolerà insieme a me per tutto l’anno prossimo nella grigia Milano, dalla quale spesso fuggiremo per allenarci con più continuità sul laghetto amico.
Per festeggiare l’immancabile abbuffata di cozze nel “solito posto” e letto, domani raid.
Alla sera prima di dormire ci siamo chiesti se quelli davanti si fossero accorti della nostra presenza nelle prime posizioni, e la risposta arriva il giorno dopo quando Mitch si complimenta per la nostra velocità...son soddisfazioni!
Il raid purtroppo va male, partiamo sempre a fianco dei big ma la pioggia che bagna i filetti delle vele e il poco vento rendono la barca muta, e metro dopo metro perdiamo strada rispetto a tutti.
Come non bastasse la scelta tattica si rivela completamente sbagliata, e siamo costretti a seguire fin da subito. Giriamo la boa di disimpegno molto indietro e tutto il resto del raid si rivela una corsa di cavalli, dove la maggior velocità ci consente di superare barca per barca ma troppo lentamente. Indimenticabile però il traversino finale per l’arrivo a mille con il sole appena uscito.
Chiudiamo intorno alla 45esima posizione in compensato.
Vince Goesche, davanti a Mourniac e i ragazzini bretoni che hanno vinto il mondiale giovanile l’anno scorso, quest’anno su uno Shockwave.
Prima di mangiare una terribile tartiflette offerta dal circolo,  ci prendiamo una meritata pausa nella piscina del campeggio dove l’apparire casuale di una pallina scatena un’accesissima partita a pallanuoto tra i tre equipaggi e che vede clamorosamente protagonisti l’esperta coppia Giò&Giò, dandoci una lezione che difficilmente dimenticheremo.
team
Ultimo giorno, previsioni di vento un po’ più forte, in acqua già alle 9 con sole e vento freddo, riusciamo a correre 4 prove fino all’ora limite, ripetendo più  o meno quanto visto venerdì, parziali di 10-4-17-13. Divertendoci moltissimo e mettendo da parte un sacco di esperienza.
Vince Mischa che si riscatta dal brutto esordio in Olanda, secondo Bundock che si conferma una certezza e terzo un po’ staccato un ritrovato Mitch, che quando c’è aria è ancora un talento.
Aneddoto divertente a proposito di quest’ultimo: quando c’era da partire in boa con bandiera nera non prendeva mai posizione in anticipo, arrivava 15 secondi prima del via  da sottovento a tutti con prodiere al trapezio cercando un buco e se non lo trovava partiva secondo in boa, poggiava e cercava aria pulita.
Ci siamo trovati dietro di lui una prova, situazione come descritta: lui un po’ goffo che con le gambette piegate e il busto sollevato si guardava la randa e faceva correre, arrivato primo in lay, virando passa davanti a vince la prova. Un fenomeno.

Per la prima volta ci troviamo a confrontarci di passo con i più forti al mondo e il risultato è davvero confortante, di bolina fino ai 15 nodi siamo assolutamente competitivi, soffrendo solo un poco quando saliva ulteriormente.
Di lasco sempre veloci al pari o più di quelli che avevamo intorno, cioè di De Koenig, di Mourniac, Besson, Larsen, Backes e tutti gli altri.
Gli unici che forse hanno ancora qualcosa in più sono Mischa, Bundock e Mitch con vento forte.
Soprattutto ci manca ancora quell’intelligenza tattica per attaccare al centro senza scegliersi sempre i corner, la lucidità di non commettere errori, la capacità di partire sempre liberi e dove vogliamo.
Aspettando di mettere a posto alcune cose ancora per il mondiale il morale è sicuramente alto,  la strada è quella giusta.
Finalmente!

riposo