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  • Bell'allenamento oggi con diversi WildCat spagnoli. Dobbiamo abituarci all'onda lunga, ma tutto gira bene e le nuove vele vanno benissimo

    Thursday, 01 December 2011 19:48

  • Svelato il segreto... challengeitalia.it, non vediamo l'ora di scendere in acqua!

    Friday, 04 November 2011 00:11

  • Carrello da pro.. http://t.co/0EKQH1c2

    Monday, 31 October 2011 10:45

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Criterium des Fleurs...e dei danni! PDF Print E-mail
Written by Lamberto   
Monday, 05 April 2010 22:01
Trasferta sofferta per i mezzi e per fortuna non per le persone, questa regata pasquale in terra francese. Ma andiamo con ordine: venerdì usuale ritrovo a Bandol, diventato ormai nostro secondo circolo (anzi terzo, non essendo ancora stato spodestato Dervio). Notte da Flo, e l'indomani partenza per Saint Maxime, grazioso paesino sul lato orientale della splendida baia di Saint Tropez. Carrelli sul lungomare, barche in spiaggia, veniamo accolti da altri due “fuggitivi” delle vele di Pasqua, entrambi ex-formulisti e ora passati al singolo: Luca Bertani e Pier Riches con rispettive consorti. I due, non curanti del futuro mondiale e conseguente affollamento di classe A a Cesenatico, hanno preferito rifugiarsi in Costa Azzurra per passare la Pasqua...come dargli torto!
team
Alla partenza saremo una cinquantina di barche, solo dieci però nella nostra categoria, i C1, con sei F18, tra cui Orion Martin, una barca ex Boskalis, e noi gggiovani di Bandol.
Sabato è la giornata delle partenze maledette per noi, per un motivo o per l'altro, nonostante lo scarso numero di  barche sulla linea, non riusciamo a farne una giusta! Prima mure a sinistra in boa in anticipo di 4 secondi con entrambi i nostri orologi (siamo sicuro di esserci sbagliati noi?), poi mure a dritta lanciati in boa ma troppo in anticipo, e infine non per colpa nostra ma portati fuori da un Formula 16 che non ha ancora ben capito come funzionano le precedenze di sopra-sottovento. Tutto questo aggiunge un po' di difficoltà alla regata in ogni caso non semplice, causa un vento molto instabile dai 12 ai 20 nodi dovuti alle perturbazioni e alla strana conformazione della baia. In ogni caso interpretiamo bene il campo e vinciamo tutte e tre le prove. (da notare la boa di bolina posizionata esattamente davanti al paese di Saint Tropez marchiata "Louis Vuitton"...cose mai viste!). Come “premio” finita la giornata ci viene fatto un piccolo grande regalo da parte di Luca e Pier...ci cedono i loro gioiellini e rientrano con il Wild Cat lasciandoci provare per la prima volta dei Classe A! La sensazione è strana ma   la barca è bellissima, con 7-10 nodi riuscivamo a portarla facilmente di bolina, mentre di lasco...come nostra abitudine abbiamo cercato di portarle entrambi al limite della poppa australiana, procurandoci due bei bagni, per fortuna senza danni alle barche. (da notare che a fronte di una parità di bolina, al lasco il manico del timoniere e forse una barca più facile -?- si è fatto sentire...comunque GRAZIE  a Pier e Luca).
La sera a casa del gentilissimo Max, amico di Hug e Flo, dopo una sauna-prova di sopravvivenza alle alte temperature- ci siamo intrattenuti con la sua numerosa e accogliente famiglia.
carrello
Il giorno seguente, l'inizio delle sventure. Usciamo in acqua con vento forte e rafficato intorno ai 20 nodi, dovuto ai forti temporali di passaggio. La prima prova ingaggiamo un combattuto match race con Orion ma la differenza WildCat-Tiger si fa sentire soprattutto al lasco dove prendiamo la testa della corsa e allunghiamo fino all'arrivo. La seconda prova il vento comincia a calare, proviamo a partire mure a sinistra avvantaggiati dalla linea ma rimaniamo in un buco di vento, e diamo la possibilità a Flo e Hug di scappare alla destra del campo dove il vento era più forte. Ci gettiamo al loro inseguimento, arrivando alla boa di bolina con qualche lunghezza di distacco, che accorciamo nei bordeggi al lasco, quando un gommone dell'assistenza in avaria (con lo sterzo bloccato) ci si posiziona davanti muovendosi a scatti senza una direzione precisa. Chi naviga con queste barche sa bene che un F18 lanciato a 20 nodi al lasco non ha un grande raggio di manovra; e probabilmente il pilota di quel gommone non l'aveva compreso bene, infatti all'ultimo ha dato un'accellerata che non siamo riusciti a schivare e abbiamo centrato in pieno il motore. Prua rovinata, regata finita per noi.
Classifica
 Ai fini della regata nessun problema, abbiamo chiesto e avuto riparazione, la media dei punti ci ha assegnato un primo posto per ogni regata non completata. La barca invece è partita sul carrello in direzione Tolone per essere riparata alla fabbrica Hobie Cat. Come se non bastasse il giorno dopo   anche la macchina è rimasta incidentata, in strada. Nessun danno a persone ma il bilancio di questo weekend pasquale vede due coppe come magra consolazione, entrambi i mezzi (macchina e barca) dai rispettivi meccanici, e la speranza di riuscire il prossimo fine settimana a essere in acqua a Dervio!