| Port Camargue, partiti! |
|
|
|
| Written by Vittorio |
| Tuesday, 23 March 2010 00:00 |
|
Prima “regata” dell’anno, prima “vittoria” dell’anno. Prima trasferta con i giovani amici di Bandol, in un'atmosfera che ricorda un po’ i tempi in 16, prima di passare nella più matura F18 in Italia. Evidente come entrambi ci fossimo dimenticati di quanto “goliardiche” (per non dire altro) potessero essere le regate tra ragazzi. ![]() Ritrovo ad Arles, insime a Nimes, l’unica città francese con arene e validi resti romani… vengo raccolto alla stazione , e con un doppio carrello sempre più pesante usciamo dalle intricate stradine cittadine in direzione Port Camargue. “ Pas de souci, je pense pour l’ebergement…” “nessun problema, penso io all’albergo…” diceva il nostro amico Hug: morale, arriviamo verso mezzanotte, scarichiamo le barche, scopriamo l’inesistenza del posto letto e senza remore ci infiliamo in macchina. Scomodo come dormire in una macchina d’estate, con l’aggiunta del freddo. Iniziamo bene. L'indomani caffè abbondante, colazione abbondante, operativi. Queste regate, le prime dell’anno, hanno più che altro un’importanza come test per gli eventi grossi della stagione, eravamo decisamente più concentrati sullo studio velocità e la conoscenza della nuova vela che sul risultato vero e proprio. Anche per questo ci siamo trovati a partire sempre in ritardo e male ma riuscendo quasi sempre a tirarci fuori. Da segnalare la presenza tra i Formula 18 di Gerard Navarin, veterano della classe. ![]() Primo giorno di pioggia e aria da 20 in calo fino a 10 nodi, chiudiamo 2-2 tra gli F18 e 2-4 nel raggruppamento C1 (prende dentro pure una ventina di classe A e i Formula 16, particolarmente competitivi con poca aria! ), salvando la faccia di tattica con meno aria e dimostrando invece un grande passo con tanta. Al momento i problemi più grossi di velocità sono con un aria da uno al trapezio, 8-10 nodi, rispetto ai colleghi d’oltralpe più leggeri, e probabilmente il fatto che la componente ingegneristica dell’equipaggio debba ancora imparare a timonare con filetti bagnati non è trascurabile.La dormita in un albergo e un letto ci galvanizza per l’indomani, sistemiamo le ultime cose alla barca (…ma possibile che ci sia sempre da lavorare…) e usciamo per il secondo giorno, senza pioggia ma con poco vento (2-5 kt)…un Vele di Pasqua a Cesenatico diciamo. Partenze sempre un po’ “arrampicate” , a parte una in cui sfiliamo davanti alla flotta mure a sinistra , poi annullata. Chiudiamo con 1-1 negli F18, 4-1 raggruppamento C1, aggiustandoci piuttosto bene di passo con le ariette, soprattutto nelle andature portanti in cui soffrivamo molto, e divertendoci pure un po’ prendendo un paio di volte dei giri di vento di 20° dalla parte giusta, che ti fanno sentire come se avessi vinto due volte di fila al casinò. Ovviamente era tutto calcolato. Finiamo primi F18 e secondi nella C1, premiazioni, mangiamo al rinfresco, ci facciamo amichevolmente insultare perché da stranieri veniamo e rubiamo due coppe (brutte) e partiamo con Hug e Flo, i due nuovi compagni d’ avventure, di nuovo verso Arles. Ognuno per la sua strada, chi prendendo un treno e chi standosene comodo comodo in macchina… ![]() Nel complesso comunque scopriamo questa primavera dagli amici d’oltralpe estremamente utile a livello di velocità e studio regolazioni, le opinioni dell’allenatore spesso interessanti e la sensazione di essere partiti per la prima volta abbastanza in ordine e in tempo per preparare una buon stagione ci rende ottimisti. Morale alto, prossimo appuntamento Saint-Maxime 3-4-5 Aprile, sperando nella presenza anche di qualche italiano! |









